foto

Nell’ambito del Talk sarà presentata la piattaforma di cartografia partecipata “ReTer” (www.reter.org)

 

sabato 28 febbraio - ore 15,00-19,00

Ex Cartiera Latina, sede del Parco regionale dell’Appia antica, via Appia antica, 42

http://www.nakedcityproject.com/festival/location

 

L'incontro sarà preceduto alle 14,00 da "Re-territorializzare la città". Radio-walkshow a cura di Urban Experience con gli stakeholder di ReTer, condotto da Carlo Infante.

 

La metropoli, in ragione della sua costante espansione e frammentazione sociale e territoriale, è sempre più al centro delle riflessioni sui nuovi modelli di governance e di organizzazione sociale e produttiva. Vi è perciò, a livello globale, una domanda crescente di conoscenza della realtà urbana e condivisione di narrazioni, criticità e valori, nonché di riappropriazione dal basso dei territori attraverso l’attivismo, la partecipazione, l’autorganizzazione. Molti di questi fenomeni sono effetti immediati o remoti della digitalizzazione dell’economia e delle relazioni, e dell’intreccio problematico tra globale e locale che si determina su scala urbana.

2NC-Talk promuove una riflessione sugli effetti multipli della digitalizzazione sui metabolismi urbani, al tempo stesso deteriori e virtuosi.

Dalla globalizzazione/deterritorializzazione (tra marketing territoriale e abbandono) alla digital-city (idea della città intelligente calata dall'alto, che privilegia i temi della mobilità, del consumo e del controllo), alla shereable city (forme collaborative di produzione, governance, conoscenza, nell'intreccio del tema dei commons con quello degli open data).

Come cardine di questo ragionamento, il tema delle mappature, strumento fondamentale per incrementare conoscenza condivisa e reti socio-territoriali.

 


Partecipano alla discussione:

Giovanni Attili, docente di Analisi dei Sistemi Urbani e Territoriali

Carlo Cellamare, docente di progettazione urbanistica e ambientale

Sergio Bellucci, presidente dell’associazione Net Left e della Free Hardware Foundation - FHF

Luciano De Bonis, docente di Tecnica urbanistica
Claudio Cerreti, docente di Geografia, Università Roma Tre
Massimiliano Tabusi, docente di Geografia, Università per gli stranieri di Siena

Arturo Di Corinto, giornalista e docente esperto di Internet

Salvatore Iaconesi, ingegnere, artista, hacker e interaction designer

Christian Iaione, docente di Governance dei beni comuni

Carlo Infante, docente di Performing Media, presidente di Urban Experience

Claudio Jampaglia, giornalista, Agenzia Prospekt

Maurizio Memoli, docente di Geografia, Università di Cagliari

Enrico Parisio, docente di Graphic Design e presidente di Millepiani coworking

Oriana Persico, esperta di politiche di partecipazione e di inclusione digitale

Antonella Piccolella, Ricercatrice e Cooperante allo sviluppo

Felice Zingarelli aka FelynX, hacktivista

Coordinano: Felice Zingarelli, Stefano Rollo e Stefano Simoncini

 

 

ReTer è una piattaforma di cartografia critica e partecipata che nasce come strumento di collaborazione di un’ampia rete territoriale di associazioni, comitati, enti locali, dipartimenti universitari già attivi in questo ambito o dotati di strumenti e banche dati utili. In occasione del convegno “A carte scoperte”, promosso da NCP nell’ambito dell’incontro NC-meet “Smart citizen” svoltosi il 25 luglio 2013 presso la sede del Parco regionale dell’Appia antica, è stata avanzata la proposta di mettere in rete i soggetti che hanno partecipato all’iniziativa per avviare un progetto di mappatura collaborativa, in modo da integrare tematismi, metodi, standard e strumenti. La piattaforma di geoblogging avrà 3 livelli di operabilità: la base cartografica “tecnica”, con data-set pubblici che descrivano usi del suolo e assetti proprietari, un livello di georeferenziazione di dati e informazioni gestita dai responsabili di ogni tema, e il crowdmapping cui potranno partecipare tutti gli utenti, da configurare in modo separato dalla base dati “gestita”. Si va dalla consistenza e manutenzione del verde urbano alle criticità legate agli interventi urbanistici ed edilizi, dagli orti urbani alla street art, dagli spazi abbandonati alle occupazioni, dalla mobilità alternativa alla sharing-economy, dal patrimonio storico-artistico alle auto-narrazioni. Un’altra funzione fondamentale di questo strumento è quella di “social open data” che faccia convergere data-set pubblici e cartografia dinamica partecipata. Attraverso l’accesso alla piattaforma interattiva il pubblico del Festival potrà per la prima volta utilizzare lo strumento che, tenendo insieme dati quantitativi e narrazioni urbane, consentirà loro di avere esperienze molteplici, altrimenti impossibili, dei territori urbani che abitano.