4Stelle Hotel. Una giornata ordinaria in un posto straordinario.

4Stelle Hotel è il web documentario interattivo che racconta una giornata nella comunità multietnica che il 6 dicembre 2012 ha occupato un albergo di lusso abbandonato nel quartiere di Tor Sapienza a Roma.
L'Eurostars Roma Congress Hotel, moderno albergo a 4 stelle, ha chiuso improvvisamente nel dicembre 2011, licenziando 60 lavoratori. Oggi nell’albergo vivono circa 250 famiglie di una trentina di nazionalità diverse, principalmente provenienti da Maghreb, Corno d'Africa, America Latina, Europa dell'Est e Africa sub-sahariana. Insieme sono riusciti a ridare vita all'albergo tramite la riattivazione condivisa degli spazi comuni e delle camere e attraverso un processo di auto-organizzazione interna.
Alcuni degli occupanti vivono in Italia da molti anni, altri sono scappati da regimi, rivoluzioni e marginalità. Tutti rivendicano con dignità il diritto alla casa e a un futuro migliore.

Valerio Muscella, fotografo autodidatta, laureato in psicologia a Roma, si interessa di studi transculturali dopo essere tornato da due esperienze nel mondo della cooperazione internazionale avendo lavorato per conto di una Ong in Bolivia e in Albania. Collabora con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e da diversi anni segue e documenta il movimento di lotta per la casa a Roma. Attualmente lavora in un centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati politici.

Paolo Palermo (Catania 1985) ha studiato a Roma alla Scuola di cinema documentario Cesare Zavattini. Oggi lavora come film maker freelance. Dal 2012 collabora con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico alla realizzazione di documentari attinenti a tematiche sociali. Lavora come operatore di macchina per diverse produzioni televisive. La realizzazione del 4Stelle Hotel lo ha impegnato per oltre due anni.

 

 

Al centro di Tunisi


La Rivoluzione tunisina è stata di fatto considerata come la prima delle rivoluzioni della cosiddetta Primavera araba, fonte di un “contagio” che, con un effetto domino, ha investito tante altre città del Maghreb e del Medio Oriente, per poi arrivare anche in Europa.
Al di là delle obiezioni che si possono fare a quest'assunto, gli effetti dei moti di contestazione hanno costituito una “rottura” nella geografia politica di questi territori, in cui molte città e molti spazi pubblici hanno rappresentato contemporaneamente un enjeu territoriale, un “luogo d’elezione” e un “nodo cruciale” delle pratiche sociali della contestazione e della rivendicazione.
La nostra ipotesi di partenza è che gli spazi pubblici di Tunisi – e in particolare quelli del suo alveo centrale composto dalla Kasbah, dalla Medina e dall’Avenue Bourguiba – rappresentino i luoghi che, a distanza di due anni, permangono intrisi della carica di auto-organizzazione dei cittadini. Nel contesto di tensione sociale e di contestazione politica, gli spazi pubblici del centro di Tunisi costituiscono lo scenario principale del ribaltamento del regime politico, quanto una sorta di “teatro territoriale” delle forme di mobilitazione sociale e politica. Essi paiono in grado di sintetizzare un “movimento sociale” contestualizzato e temporalmente definito ma, anche, un fenomeno più globale nel quale l'intera società locale appare in movimento.
Negli spazi apparentemente neutri delle piazze urbane ha preso corpo una nuova riconfigurazione dell'agire politico e civile, della produzione di discorso e delle pratiche di mobilitazione, impossibili in questi contesti per molti decenni. Una riconfigurazione sociale e spaziale che, partendo da un evento eccezionale come una rivoluzione, mette in luce le capacità di continua reinvenzione dello spazio pubblico.

Maurizio Memoli è Professore di Geografia politica e economica alla Facoltà di Scienze Economiche, giuridiche e politiche, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Cagliari. Membro del Consiglio Direttivo della Società Geografica Italiana è, dal 2008, membro del l'UMR GRED (Gouvernance, Risque, Environnement, Développement) dipartimento di ricerca dell’Université de Montpellier 3 – Paul Valéry (Francia). I principali interessi di ricerca concernono: gli studi di geografia urbana, le rappresentazioni e la produzione delle immagini della città; la politica e i movimenti urbani; le pratiche e le percezioni dello spazio. 

Francesca Governa, laureata in Architettura e PhD in Pianificazione territoriale, è professore associato di Geografia economico-politica al Politecnico di Torino, dove insegna Geografia e Studi Urbani al Corso di Laurea Magistrale in Architettura, Costruzioni, Città. Fa parte del Centro di Ricerca Eu-polis. Sistemi urbani europei e mediterranei. I suoi interessi di ricerca riguardano lo sviluppo territoriale, la governance urbana, la città contemporanea e le questioni della giustizia socio- spaziale. 

Raffaele Cattedra laureato all’Orientale di Napoli, è professore ordinario di geografia presso la Facoltà di studi umanistici dell’Università di Cagliari. Ha insegnato per dieci anni, dal 2002, all’Università di Montpellier 3 e negli anni ‘90 è stato ricercatore presso l’Institut de Recherche sur le Maghreb Contemporain di Rabat. È membro dell’equipe GRED, collabora con i comitati scientifici di varie riviste (Les Années du Maghreb, Bollettino della Società Geografica Italiana), è stato visiting professor in diverse università (Aix-en-Provence, Parigi-Nanterre, Istanbul, Dakar, Rabat). Le sue ricerche riguardano principalmente i sistemiurbani e territoriali del Mediterraneo e del mondo arabo. Ha lavorato in particolare sulle politiche urbane, l’immagine della città e gli spazi religiosi: “La Mosquée et la Cité”, 2001; “Il paradosso orientalista. Mitologie e patrimonialità della città arabo-islamica”; sulla trasformazione degli spazi pubblici  sui processi di patrimonializzazione dei centri storici; e sugli effetti urbani delle migrazioni internazionali. Fra le sue ultime pubblicazioni: Lire les villes. Panoramas du monde urbain contemporain (con A. Madœuf, PURF, 2012).

Matteo Puttilli è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Cagliari, dove insegna Geografia Economica. I suoi interessi di ricerca riguardano lo sviluppo e la sostenibilità territoriali con particolare riferimento al tema della transizione energetica, la giustizia spaziale e ambientale e l’educazione geografica. E’ consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia. 

Rosi Giua, fotografa freelance, laureata in medicina veterinaria, lascia nel 1999 il lavoro alla Usl per dedicarsi definitivamente alla fotografia. È impegnata in reportage su temi sociali e culturali in Italia e all’estero, seguendo anche eventi di musica e di cinema. È stata fotoreporter per Il Giornale di Sardegna (2004-06), ha collaborato con quotidiani come La Nuova Sardegna e L’Unione Sarda, ha pubblicato per Venerdì di Repubblica, Abitare, Io Donna, Sardegna e dintorni, Tribù astratte, e attualmente per il quotidiano on line Sardinia Post. Curatrice di mostre e volumi, ha lavorato sul set di alcuni film, tra cui: “Su Re” di G. Columbu (2013, Rai Cinema, Luches, Sacher), presentato al Festival di Venezia.

Claudio Jampaglia, giornalista, autore e produttore. Ha scritto come freelance su diverse testate nazionali, ha lavorato come cronista e come caporedattore per Liberazione e Diario. Ha collaborato con radio come Italia Radio e RadioPopolare, con alcune trasmissioni tv e riviste scientifiche. È stato coordinatore di diversi siti di informazione e reportage, e della comunicazione di molteplici eventi politici tra cui il primo Forum sociale europeo (Firenze 2003) e il Referendum per l’Acqua Pubblica (2011). Ha pubblicato diversi libri come: “Il Forum Sociale Mondiale” (Feltrinelli, 2003), “Cgil, 100 anni al lavoro” (Ponte alle Grazie 2006), e “Salvarel’Acqua” (Feltrinelli, 2012). Dal 2010 lavora con l’agenzia Prospekt come autore e produttore di reportage, video e webdocumentari per media, istituzioni e aziende.

Samuele Pellecchia fondatore dell’agenzia fotografica Prospekt, ha lavorato in Kosovo, Macedonia, Algeria, Cuba, Palestina, Est Europa, Afghanistan, Sri Lanka, Sud America, Lao PDR, Brazile, Haiti ed Egitto, pubblicando su Newsweek, D Repubblica delle Donne, l’Espresso, GQ, Vanity Fair, Private. Collabora stabilmente con il New York Times, l’International Herald Tribune e Russian Reporter. Ha lavorato per progetti fotografici e pubblicazioni sotto l’egida di istituzioni internazionali, Ong e Fondazioni. Dal 2010 si occupa anche di video come regista e produttore. Il suo primo webdoc “The iron curtain diaries” viene selezionato all’Idfa di Amsterdam, da France 24-RFI Web Documentary Award a Visa pour l’Image 2009 e al Festival Des Quatres Ecrans di Pargi. Nel 2011 il suo progetto “Close To Me” è selezionato alla Nuit de l’Année del Festival Rencontres d’Arles. Come produttore ha vinto il primo premio “Prospettive per l’Italia” al Festival internazionale del Cinema di Roma nel 2012, col film “Pezzi” di Luca Ferrari,.

Bruno Chiaravalloti, antropologo e filmmaker; dal 2000 ha collaborato a festival cinematografici e realizzato numerosi documentari fra cui “Dr. Mick e la Foresta”, ambientato nelle foreste della Tanzania, evento speciale al Festival della Montagna di Trento, presentato al Festival del Cinema Africano di Milano e in concorso a Cinema Ambiente di Torino. Nel 2008 ha vinto il premio produttivo di Filmmaker realizzando il documentario “Una questione Privata” e nel 2011 ha vinto il premio Fai al Milano Film Festival con un documentario dedicato alla scuola primaria Pizzigoni intitolato “Rinnovata la chiamò”. Dal 2011 collabora con Prospekt. Nel 2013 ha collaborato con l’artista Marinella Senatore in un documentario di arte partecipativa per la città di Cagliari.

Arianna Cocchi laureata in Scienze dell'educazione interculturale. Nel 2011 viene selezionata per il montaggio da "Officine fare cinema" dello Ied per il Master "Ideazioni al femminile" coordinato da Alina Marazzi, Bruno Oliviero e Carlotta Cristiani. Dal master verrà prodotto "Passo a due" documentario vincitore del Molise Film Festival 2013. Insegna Cinema in diversi istituti e scuole di formazione attraverso laboratori sperimentali. Come montatrice ha lavorato affianco a Carlotta Cristiani nei film "Il comandante e la cicogna" di Silvio Soldini, "L'intervallo" di Leonardo di Costanzo, "La variabile umana" di Bruno Oliviero. Dal 2012 collabora con L'agenzia Prospekt.

Alessandra Mainini studia Antropologia a Bologna e a Milano, dove si interessa in particolare della città e delle forme dell'abitare, da indagare con il video. Insieme al collettivo Immaginariesplorazioni realizza il documentario “Entroterra Giambellino”. Ha trascorso diversi periodi di studio e lavoro a Istanbul, dove si appresta a ritornare per una ricerca sulle forme urbane introdotte dal capitalismo islamico. 

Nino Calabrò, webdesigner, laureato in informatica, dal 2011 è responsabile del sito e della comunicazione digitale del Forum dei Movimenti dell’acqua e del Referendum sull’Acqua pubblica. Realizza siti e campagne digitali per aziende, istituzioni e media.

Francesco Merlini, dopo la laurea in disegno industriale presso il Politecnico di Milano, si dedica alla fotografia, prima nel campo della moda e poi con Prospekt. Parallelamente alla copertura dell’attualità italiana (con pubblicazioni su L’Espresso, Internazionale, Gioia, Anna, Rolling Stone, D La Repubblica, Le Monde, Tageszeitung) e a lavori di corporate, porta avanti progetti a lungo termine, principalmente intimistici e legati alla personale percezione della realtà. Nel Novembre 2012 viene selezionato nel libro MONO assieme ai più grandi fotografi bianconeristi contemporanei come Roger Ballen, Daido Moryiama, Anders Petersen e Trent Parke e Time Lightbox lo include tra i “più promettenti giovani fotografi bianconeristi”.
Per Prospekt cura anche l’art direction dei progetti web. 

Imed Alibi, percussionista, musicista, compositore, ha iniziato la sua carriera in grandi orchestre musicali arabe sin da giovane, trasferitosi a Montpellier nei primi 2000 ha collaborato in diversi gruppi contaminando la sua musica con flamenco, musica dell’Est Europa, gipsy-fusion, fino alla dance. Per otto anni ha suonato con i Boukakes, una rock band orientale con due album prodotti e distribuiti in 33 paesi. Ha collaborato negli ultimi anni con Safy Boutella, Juju, Merc an Dede, Watcha Clan, Ghalia Benali, Djerba international, Rachid Taha and Michel Marre. Nel 2012 ha composto le musiche originali per diversi documentari di Artè ed ha partecipato a diverse iniziative con Elize Garon, Jeanne Cherhal and Emel Mathlouthi con cui ha suonato in concerti e studio per tre anni. Quest’anno è uscito il primo album targato Imed Alibi Project dal titolo Safar con la partecipazione di Justin Adams, già chitarrista di Robert Plant.

Alia Sellami è una performer tunisina di musica classica, araba jazz e contemporanea. Compositrice, insegna all'Università e al Conservatorio di Tunisi. È presente su diverse scene mediterranee. A Tunisi ha contribuito alle diverse edizioni del festival di arte di strada Dream City. La canzone “Al-Tharwa” è un'eco acustica della rivoluzione tunisina del 2011. Ha circuitato in Tunisia, Marocco, Francia e Italia.

Luca Canali, percussionista e compositore eclettico e creativo ha collaborato con numerosi artisti di diverse influenze e tradizioni come Roy Paci, Tony Esposito, Nei Portilho, The Crabs, Fiorella Mannoia, Franco Battiato, Mauro Pagani, Y Gitanes, Om Ensemble, Mamud Band, Tiné Mbongo, Razia, Wiebe Mpeys, Phil Drummy, Trio Metachoro, Ana Flora, Solidamor, Mau Mau, Sursumcorda, Kal Dos Santos, Iakereké, Helena Hellwig.